La prevenzione inutile

La prevenzione inutile

Razionalizzazione delle norme relative alle attività di prevenzione considerando anche il rapporto costi/benefici degli screening obbligatori

Questa pagina illustra l’attività di questo Dipartimento e della Regione Veneto per introdurre elementi di efficacia nelle attività di prevenzione.

Da anni è in atto il tentativo di razionalizzare la massa di norme relative alle attività di prevenzione che, nel nostro Paese, nel corso del tempo, si sono stratificate senza che sia controllata la loro reale efficacia. Ne è risultato che molte di queste norme continuano ad essere applicate anche se sono inutili.

La situazione di ritardo del nostro Paese nel verificare l'efficacia dei provvedimenti preventivi è attribuibile a più cause fra le quali, particolarmente importante, la situazione di avere una parte rilevante degli interventi di prevenzione codificati da normative che entravano (ed entrano tuttora) nei dettagli tecnici dei provvedimenti. Il risultato finale di questa situazione è un fortissimo ritardo (calcolato in più di undici anni) nell'adeguamento normativo delle attività di prevenzione. Per approfondire: documento Se undici anni vi sembrano pochi

All'inizio degli anni '90 si è avuto un tentativo congiunto delle regioni Lombardia e Veneto di indurre il Ministero della Sanità a disattivare alcune delle norme regolamentari più anacronistiche.

Nel 1991 gli assessori alla sanità di queste due regioni chiesero ed ottennero al Ministero della sanità di abolire l'obbligo di vaccinare contro il tifo i partecipanti alle colonie estive.

Vennero, in seguito, adottate soluzioni parziali quali quella escogitata per abolire alcune norme sanitarie desuete inserendole in articoli contenuti nelle Leggi finanziarie.

In questo modo venne abrogato nella finanziaria per l'anno 1998 l'obbligo della vaccinazione antitifica per gli alimentaristi.

Alcuni parziali risultati sono stati ottenuti  sensibilizzando direttamente i vari ministri della Sanità succedutesi nel tempo come nel caso di una lettera collettiva aperta che fu inviata nel 1999 su otto norme da abrogare.

Nello stesso anno, in ottobre, il tema fu nuovamente affrontato a Milano dal Congresso nazionale della Società Italiana di Igiene e, a novembre, a Verona dal Convegno "La prevenzione e la promozione della salute negli ambienti di lavoro" della SNOP.

La risposta, parziale, a queste richieste fu ancora una volta, il ricorso ad una legge finanziaria. La L. n. 388 del 23\12\2000 (finanziaria dell'anno 2001) modificava infatti la normativa relativa alla vaccinazione antitetanica, ai controlli per la TBC, all'accertamento sierologico per la lue.

Nel mentre si sviluppavano iniziative sia in Italia che all'estero per rendere esplicita una adesione della Sanità pubblica, globalmente considerata (compresa cioè l'attività di prevenzione), ai principi e metodi "evidence-based", si è dato vita ad un intervento più complessivo strutturando stabilmente un gruppo tecnico di pressione con il supporto dell'Agenzia Regionale della Toscana che dette vita a tre congressi nazionali: nel 2000 a Firenze, nel 2001 sempre a Firenze e nel 2003 a Verona.

Nel frattempo, in relazione anche alle prospettive aperte o attese dalla modifica del titolo quinto della costituzione si sono succedute, seppure in modo non coordinato , numerose iniziative regionali che hanno portato a disposizioni di  semplificazione delle procedure ed in alcuni casi alla esplicita abrogazione di prestazioni inutili.

In particolare, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, l'Emilia Romagna, la Lombardia ed il Veneto, nel 2002 e 2003, hanno emanato provvedimenti di sospensione o abolizione di una delle norme più inutili e costose : l’obbligo di controlli sanitari per chi maneggiava alimenti.

Queste leggi regionali furono considerate illegittime dal Governo in carica che chiese al consiglio di Stato di considerarle costituzionalmente illegittime . Il Consiglio di Stato con sentenza del 26 maggio 2004, riconoscendo alle regioni il diritto di abolire disposizioni statali di provata inutilità, ha rigettato tale ricorso.

In seguito a questi fatti la Regione Veneto ha deliberato ed affidato a questo Dipartimento l'attivazione di una ricerca per valutare gli effetti prodotti dalla propria Legge di semplificazione n.41\2003 e dagli altri provvedimenti di semplificazione.

La ricerca ha prodotto cinque rapporti che vengono sintetizzati (con testo integrale) di seguito

1 Indagine sugli effetti organizzativi dell'applicazione della L.R. n. 41 del 19 dicembre 2003

Il rapporto analizza gli effetti prodotti dalla emanazione della legge regionale 41/2003 sui carichi lavorativi e sulla organizzazione dei 21 Dipartimenti di prevenzione della Regione Veneto. L'indagine ha consentito di verificare che l'applicazione della Legge 41 ha portato all’abolizione di un numero complessivo di accertamenti sanitari superiori alle 400.000 unità.

2 Analisi dell'impatto dell'abolizione dell'obbligatorietà dei libretti sanitari per gli alimentaristi della Regione Veneto (7 marzo 2006)

L’indagine ha consentito di verificare che Il numero di accertamenti sanitari sugli alimentaristi e di conseguenti certificazioni che la Legge 41\2003 ha consentito di abolire nel 2004 è impressionante: 257.282 e che, di converso, non sono aumentate le tossinfezioni alimentari che i controlli dovevano controllare.

3 Effetti della legge regionale 41/2003 sugli accertamenti medici per i lavoratori a rischio di silicosi e asbestosi (2 febbraio 2007)

Il terzo rapporto di ricerca ha riguardato le ricadute dell’abolizione dei controlli radiologici obbligatori sui lavoratori considerati esposti al rischio di silicosi e asbestosi evidenziando come le disposizioni  regionali di semplificazione normativa siano di fatto disattese dalle aziende interessate.

4 Analisi dell'impatto dell'abolizione obbligatorietà dei libretti sanitari per alimentaristi - rapporto finale (28 novembre 2007)

Il rapporto permette di verificare su un largo arco di tempo ( 2003 al 2006 ) come l’abolizione dei controlli sanitari per gli alimentaristi abbia portato ad un massiccio risparmio di risorse senza che la sicurezza alimentare ne abbia risentito.

5 Certificati medici e attività ginnico motoria nella Regione Veneto: usi e abusi delle certificazioni

Il quinto rapporto di ricerca ha indagato se le indicazioni emanate dalla Regione Veneto per favorire lo sviluppo delle attività sportive non agonistiche prevedendo che non sia necessaria la certificazione medica sono largamente disattese dalle varie associazioni sportive ed amatoriali.

La prevenzione è utile?

I tempi cambiano, cambiano drammaticamente demografia, patologie e risorse a disposizione. Su queste premesse possiamo definire utile un sistema “flessibile” che individua, di tempo in tempo, nuove possibilità efficaci di contrasto dei rischi ottimizzando le risorse disponibili

Se undici anni vi sembrano pochi...

Stato di attuazione nella battaglia per il superamento delle attività inutili ed obsolete nella prevenzione. Il risultato finale di questa situazione è un fortissimo ritardo (calcolato in più di undici anni) nell'adeguamento normativo delle attività di prevenzione

Il punto sulle pratiche inutili, 2009

Un quadro complessivo degli sforzi di liberare la nostra normativa dai provvedimenti preventivi inutili è presente nel testo “il punto sulle pratiche inutili in prevenzione” del 2009

Rapporto costi benefici screenings obbligatori

Considerazioni sul rapporto costi/benefici degli screenings obbligatori per la ricerca dei casi di tubercolosi polmonare" L'Igiene Moderna, vol.94, n.5, novembre 1990.

Seminario EBP e sanità pubblica

EBP e sanità pubblica. Seminario regionale Evidence Based Prevention (EBP) e Dipartimenti di Prevenzione: strategie e metodi per trasferire la ricerca nella pratica dei servizi di prevenzione

Banca dati elettronica

Nell'ambito della collaborazione tra le Regioni Veneto ed Emilia Romagna è stata la predisposta una banca dati elettronica relativa alla "raccolta di norme e documenti prodotti dalle regioni in applicazione dell'evidenza scientifica alle attività di prevenzione e promozione della salute (E.B.P.)". La banca dati è inserita nel sito ufficiale del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (EpiCentro) ed offre un panorama completo delle modifiche originali.

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